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Guida Sicurezza 81

Pittogrammi di pericolo: significato e prodotti tipici in azienda

Pittogrammi di pericolo CLP da GHS01 a GHS09: significato, prodotti tipici in azienda, prime misure da adottare e differenza dai vecchi simboli arancioni.

I pittogrammi di pericolo sono nove rombi con bordo rosso e simbolo nero su fondo bianco, codificati da GHS01 a GHS09 dal regolamento CLP. Ognuno indica una famiglia di pericoli: fisici (esplosione, incendio, gas in pressione), per la salute (corrosione, tossicità, effetti a lungo termine) o per l'ambiente. Il pericolo preciso lo dicono le frasi H.

Da dove vengono i pittogrammi

I nove pittogrammi sono definiti nell'Allegato V del regolamento (CE) 1272/2008, che applica in Europa il sistema mondiale armonizzato GHS. Per questo il codice inizia con «GHS»: gli stessi simboli si trovano su prodotti venduti in molti Paesi extraeuropei. Come i pittogrammi entrano nella valutazione del rischio è spiegato nel capitolo sul rischio chimico; qui si guarda al significato di ciascun simbolo e a cosa fare quando lo si trova su un prodotto in azienda.

Il pittogramma è uno degli elementi dell'etichetta, insieme all'avvertenza e alle frasi H e P: come leggerli tutti insieme è spiegato nella pagina sull'etichetta dei prodotti chimici.

I nove pittogrammi CLP

CodiceSimboloSignificatoProdotti tipici in una piccola impresaPrime misure
GHS01Bomba che esplodeEsplosivi, alcune sostanze autoreattive e perossidi organiciRaro; alcuni catalizzatori a base di perossidiQuantità minime, lontano da calore e urti, istruzioni del fornitore
GHS02FiammaInfiammabili: liquidi, gas, aerosol, solidi; piroforici e autoriscaldantiDiluenti, alcol, acetone, bombolette spray, carburantiArmadio dedicato, niente fonti di innesco, ventilazione, quantità minime in reparto
GHS03Fiamma su un cerchioComburenti: alimentano la combustione di altri materialiPersolfati come materia prima, perossido di idrogeno concentrato, alcuni prodotti per piscineTenere separati da infiammabili e materiali combustibili
GHS04BombolaGas sotto pressione, anche refrigeratiBombole di ossigeno, acetilene, CO2, azoto, gas tecniciFissare le bombole, proteggere dal calore, locale aerato
GHS05CorrosioneCorrosivi per la pelle, gravi lesioni oculari, corrosivi per i metalliDisincrostanti acidi, soda caustica, sgorgatori, detergenti per lavastoviglieGuanti e occhiali adatti, lavaocchi o acqua pulita vicina, mai mescolare
GHS06Teschio con tibie incrociateTossicità acuta di categoria 1-3Alcuni biocidi e rodenticidi concentrati, metanoloAccesso limitato, contenitori chiusi, DPI della sezione 8 della SDS
GHS07Punto esclamativoTossicità acuta di categoria 4, irritazione, sensibilizzazione cutanea, effetti narcotici o irritanti per le vie respiratorieMolti detergenti, sgrassatori, colleGuanti, aerazione, igiene delle mani
GHS08Pericolo per la salute (sagoma umana)Cancerogeni, mutageni, tossici per la riproduzione, sensibilizzanti respiratori, tossicità per organi bersaglio, pericolo in caso di aspirazioneGasolio e alcuni solventi idrocarburici, prodotti con isocianatiVerificare subito le frasi H; valutazione approfondita e possibile sorveglianza sanitaria
GHS09Ambiente (albero e pesce)Pericoloso per l'ambiente acquaticoAlcuni fitofarmaci, biocidi, oli e carburantiEvitare dispersioni negli scarichi, kit assorbente, smaltimento come rifiuto pericoloso

Gli esempi della tabella sono indicativi: lo stesso tipo di prodotto può avere classificazioni diverse a seconda della formula e della concentrazione. Fa fede sempre l'etichetta del prodotto che avete in mano e la sua scheda dati di sicurezza.

I simboli che si confondono più spesso

Tre coppie creano errori ricorrenti, anche tra chi usa i prodotti da anni.

  1. Fiamma (GHS02) e fiamma su cerchio (GHS03). Il primo indica un prodotto che brucia; il secondo un prodotto che fa bruciare gli altri, cedendo ossigeno. Metterli vicini nello stesso armadio è uno degli errori di stoccaggio più pericolosi.
  2. Teschio (GHS06) e sagoma umana (GHS08). Il teschio riguarda effetti acuti, anche dopo una singola esposizione; la sagoma riguarda effetti gravi che possono comparire nel tempo, come cancro, danni alla riproduzione o asma. Un prodotto con GHS08 non è meno serio di uno con il teschio.
  3. Punto esclamativo (GHS07) e corrosione (GHS05). Il primo indica di norma effetti irritanti o reversibili; il secondo danni gravi a pelle e occhi. Un detergente che passa da GHS07 a GHS05 in una nuova revisione della scheda richiede DPI diversi.

Esistono poi regole di precedenza, fissate dall'art. 26 del CLP, che evitano simboli ridondanti. Se un prodotto ha il teschio, il punto esclamativo non compare per la tossicità acuta; se ha la corrosione, il punto esclamativo non compare per l'irritazione della pelle o degli occhi; se ha la sagoma umana per la sensibilizzazione respiratoria, il punto esclamativo non compare per la sensibilizzazione cutanea o l'irritazione. Il numero di simboli, quindi, non misura da solo la pericolosità.

Le classi di pericolo aggiunte al CLP nel 2023, come interferenti endocrini e sostanze persistenti e bioaccumulabili, non hanno un pittogramma proprio: si riconoscono dalle indicazioni supplementari dell'etichetta e dalla sezione 2 della scheda.

Pittogrammi e cartelli di sicurezza non sono la stessa cosa

Il rombo rosso del CLP compare sulle confezioni. I cartelli di avvertimento della segnaletica di sicurezza sul lavoro, previsti dal Titolo V del D.Lgs. 81/08, sono invece triangoli gialli con bordo nero e servono a segnalare locali, aree e depositi. L'Allegato XXVI ammette che i cartelli di avvertimento con lo stesso pittogramma sostituiscano l'etichetta sui contenitori di stoccaggio e chiede un cartello vicino alle aree in cui si conservano quantità significative di prodotti pericolosi, salvo che bastino le etichette delle confezioni. Le regole generali sono nella pagina sulla segnaletica nei luoghi di lavoro.

I vecchi simboli arancioni

Prima del CLP i prodotti pericolosi riportavano quadrati arancioni con simbolo nero e lettere come T, Xn, Xi, C, F, O, N. Quel sistema è stato sostituito dal CLP, obbligatorio per le sostanze dal 2010 e per le miscele dal 2015, con un periodo transitorio per i prodotti già in commercio concluso nel 2017. Un flacone con il quadrato arancione in magazzino è quindi un prodotto di molti anni fa.

La conversione non è uno a uno: la vecchia croce di Sant'Andrea (Xn, Xi) è stata ripartita tra punto esclamativo, sagoma umana e corrosione, e alcuni prodotti hanno cambiato classificazione. Se trovate prodotti con i vecchi simboli, non trasferite i simboli a occhio: verificate se il prodotto è ancora in commercio, chiedete la scheda aggiornata e, se non si può ottenere, valutate lo smaltimento come rifiuto, come indicato nella pagina su rifiuti e smaltimento.

Come usare i pittogrammi nell'informazione ai lavoratori

L'art. 227 del D.Lgs. 81/08 chiede di informare i lavoratori sugli agenti chimici pericolosi presenti e sulle precauzioni da adottare. Spiegare i nove simboli è il modo più rapido per farlo, ma funziona solo se legato ai prodotti realmente usati.

Esempio: un'autofficina con 3 meccanici prepara un foglio plastificato con i pittogrammi presenti in officina (fiamma per sgrassatori spray e benzina, bombola per i gas tecnici, corrosione per l'elettrolito delle batterie, sagoma umana e ambiente per il gasolio) e, accanto a ciascuno, i prodotti che lo riportano e la regola principale. Il foglio viene spiegato in un breve incontro e appeso vicino all'armadio dei prodotti. Nei saloni di acconciatura il lavoro è diverso, perché tinture e decoloranti sono cosmetici e non riportano i pittogrammi CLP. L'incontro e le firme vanno documentati come previsto per l'informazione sui prodotti chimici.

Errore tipico in ispezione

Alla domanda «che cosa significa questo simbolo?» l'addetto risponde «è velenoso» davanti alla fiamma su cerchio, oppure non sa indicare dove si trovano le schede. Per l'organo di vigilanza è la prova che l'informazione dell'art. 227 è rimasta sulla carta, anche se c'è un modulo firmato.

Domande frequenti

Quanti sono i pittogrammi di pericolo?

Sono nove, codificati da GHS01 a GHS09: bomba che esplode, fiamma, fiamma su cerchio, bombola, corrosione, teschio, punto esclamativo, sagoma umana con stella sul petto e ambiente. Tutti hanno la forma di un rombo con bordo rosso e simbolo nero su fondo bianco. Altri simboli presenti sulle confezioni, come quelli per il trasporto o il riciclo, appartengono a sistemi diversi.

Un prodotto con il solo pittogramma dell'ambiente rientra nel rischio chimico?

Ai fini della sicurezza sul lavoro, gli agenti chimici pericolosi del Titolo IX sono quelli con pericoli fisici o per la salute, oppure quelli che creano un rischio per il modo in cui sono usati. Un prodotto pericoloso solo per l'ambiente di norma non richiede misure di tutela dei lavoratori specifiche, ma va gestito con attenzione per stoccaggio, sversamenti e smaltimento.

Il pittogramma basta per scegliere i DPI?

No. Il pittogramma indica la famiglia di pericolo, non il tipo di guanto o di filtro. La scelta si fa sulla sezione 8 della scheda di sicurezza, che indica materiale del guanto, tempi di permeazione e tipo di protezione respiratoria. Due prodotti con lo stesso simbolo possono richiedere guanti diversi.

Ci possono essere più pittogrammi sullo stesso prodotto?

Sì, un prodotto riporta un pittogramma per ciascun gruppo di pericoli che presenta: un diluente può avere fiamma, punto esclamativo e sagoma umana. Le regole di precedenza dell'art. 26 del CLP eliminano solo i simboli ridondanti, per esempio il punto esclamativo quando per lo stesso effetto è già presente il teschio o la corrosione.

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