DPI e protezioni collettive: differenza e quando usare i DPI
DPI e protezioni collettive: differenza, quando i DPI sono ammessi (art. 75), condizioni d'uso dell'art. 77 e come motivare la scelta nel DVR con esempi.
La differenza tra DPI e protezioni collettive è dove agiscono: la protezione collettiva lavora sull'ambiente o sulla macchina e tutela tutti, il DPI sta sulla persona e protegge solo chi lo indossa bene. Per l'art. 75 del D.Lgs. 81/08 i DPI si usano quando il rischio non si può evitare o ridurre abbastanza con misure tecniche, collettive od organizzative.
Il principio in due righe e dove trovarlo
L'art. 15, comma 1, lett. i, del D.Lgs. 81/08 mette tra le misure generali di tutela la priorità della protezione collettiva su quella individuale. L'art. 75 traduce la regola dal lato dei dispositivi: i DPI vanno impiegati quando i rischi non possono essere evitati o sufficientemente ridotti da misure tecniche di prevenzione, da mezzi di protezione collettiva, da misure, metodi o procedimenti di riorganizzazione del lavoro.
Il confronto generale tra le due famiglie di misure, con la tabella di decisione e gli esempi per settore, è già nella scheda sulla protezione collettiva e individuale. Questa pagina guarda il problema dal lato del DPI: in quali situazioni il dispositivo è legittimo, per quanto tempo va usato e come si dimostra, nel DVR, che la scelta è corretta. Il quadro degli obblighi è nel pillar sui DPI.
Quando i DPI sono la misura giusta
Il DPI entra in gioco in quattro situazioni tipiche. In tutte vale la stessa condizione dell'art. 75: il DVR deve mostrare che le altre misure non sono possibili o non bastano.
| Situazione | Esempio | Ruolo del DPI | Cosa scrivere nel DVR |
|---|---|---|---|
| Rischio residuo dopo la misura collettiva | Rumore che resta sopra 85 dB(A) anche con la macchina carterizzata | Integra la misura collettiva | Misura adottata, livello residuo, DPI e durata d'uso |
| Misura collettiva non realizzabile | Intervento su una copertura dove non si possono montare parapetti | Misura principale, con procedura | Perché la misura collettiva non è tecnicamente possibile |
| Fasi transitorie | Manutenzione o pulizia con ripari rimossi o aspirazione ferma | Copre la sola fase | Fase, durata, procedura di lavoro |
| Emergenza | Sversamento di un detergente concentrato | Protegge chi interviene | Kit di emergenza, chi lo usa, addestramento |
La tabella risponde anche alla domanda più frequente dei titolari, cioè quando usare i DPI. La risposta non è un elenco di mestieri ma un ragionamento: il dispositivo serve quando, dopo aver fatto il possibile sull'ambiente e sull'organizzazione, resta un'esposizione che la valutazione considera rilevante.
La brevità non basta da sola
Un lavoro breve non giustifica automaticamente il solo DPI. Se una protezione collettiva provvisoria è disponibile e montarla non espone a un rischio maggiore, va usata anche per un intervento di un'ora. Il DPI come unica misura è difendibile quando montare la protezione è tecnicamente impossibile o sproporzionato rispetto al rischio dell'operazione stessa, e il DVR lo spiega.
Le condizioni d'uso: quanto e quando indossarli
Una volta deciso che un DPI serve, l'art. 77, comma 2, chiede al datore di lavoro di individuare le condizioni in cui va usato, «specie per quanto riguarda la durata dell'uso», in funzione di quattro elementi:
- entità del rischio;
- frequenza dell'esposizione;
- caratteristiche del posto di lavoro di ciascun lavoratore;
- prestazioni del DPI.
È la parte che i documenti generici saltano. Scrivere «obbligo di otoprotettori in officina» non dice se vanno portati tutto il turno, solo durante la molatura o anche passando accanto alla pressa. Il lavoratore non può rispettare una regola che non conosce, e il preposto non può vigilare su un obbligo vago.
Esempio: in una carpenteria con 6 addetti la valutazione del rumore indica che solo la zona di taglio supera i valori superiori di azione. Una regola chiara è: otoprotettori obbligatori per chiunque entri nell'area delimitata durante il taglio, anche per pochi minuti; area segnalata con il cartello di prescrizione; nessun obbligo negli uffici e al montaggio, dove però gli otoprotettori restano a disposizione se il livello supera il valore inferiore di azione. Così l'obbligo è legato al luogo e alla fase, non alla persona.
La stessa gerarchia nei titoli speciali
Il principio dell'art. 75 non resta astratto: i titoli del D.Lgs. 81/08 dedicati ai singoli rischi lo ripetono con regole proprie, che conviene conoscere perché un ispettore le userà come metro.
| Rischio | Dove la legge fissa l'ordine | Quando arriva il DPI |
|---|---|---|
| Rumore | Artt. 192 e 193 | Prima si riduce il rumore alla fonte e con misure organizzative; sopra 80 dB(A) o 135 dB(C) di picco gli otoprotettori si mettono a disposizione, da 85 dB(A) o 137 dB(C) di picco il datore ne esige l'uso |
| Agenti chimici | Art. 225 | Dopo sostituzione, controlli tecnici e misure collettive alla fonte, se l'esposizione non si previene con altri mezzi |
| Lavori in quota | Artt. 111 e 115 | Priorità alle protezioni collettive; i sistemi anticaduta individuali quando le misure collettive non sono state attuate |
Le soglie e gli obblighi di dettaglio sono nei capitoli dedicati al rischio rumore e al rischio chimico. L'art. 79 conferma lo stesso ordine anche per i criteri tecnici: il decreto che individua le situazioni in cui serve il DPI deve farlo «ferme restando le priorità delle misure di protezione collettiva». Nel frattempo restano in vigore i criteri del DM 2 maggio 2001.
Come motivare il DPI nel DVR
Per ogni DPI previsto il documento dovrebbe permettere a chiunque di ricostruire il ragionamento. Un modello sintetico, da adattare, è questo.
| Campo | Esempio compilato |
|---|---|
| Lavorazione e rischio | Pulizia dei filtri dell'impianto di aspirazione, polvere di legno |
| Misure collettive adottate | Aspirazione localizzata sulle macchine, pulizia a umido dei pavimenti |
| Perché non bastano in questa fase | Durante la pulizia l'impianto è fermo e il filtro va maneggiato |
| DPI scelto | Facciale filtrante della classe indicata dalla valutazione |
| Condizioni d'uso | Per tutta la durata della pulizia filtri e nei 15 minuti successivi in quel locale |
| Chi vigila | Preposto di reparto |
| Revisione | Alla sostituzione dell'impianto o se cambia il prodotto lavorato |
La riga sulle condizioni d'uso è un esempio: la durata va stabilita dalla valutazione del caso concreto. Il modello rende anche più semplice la scelta corretta dei DPI, perché il rischio da coprire è già descritto.
Errore tipico in ispezione
Il DVR elenca i DPI per mansione, ma non c'è traccia delle misure collettive valutate e scartate. Alla domanda «perché per questo rischio c'è solo il DPI?» nessuno sa rispondere. Una variante è il DPI che sostituisce una misura collettiva rimossa: il riparo della mola smontato perché intralciava, compensato con una visiera. In entrambi i casi la correzione parte dalla misura collettiva, non da un dispositivo migliore.
Domande frequenti
Posso dare i DPI al posto di una protezione collettiva che costa troppo?
No, se la protezione collettiva è tecnicamente possibile. L'art. 75 ammette i DPI quando le misure tecniche, collettive e organizzative non bastano, non quando costano di più. Se la misura collettiva richiede tempo per essere realizzata, va programmata con data e responsabile; nell'attesa il lavoro prosegue solo se le misure provvisorie, compresi i DPI, riducono già il rischio a un livello accettabile, e tutto va scritto nel DVR.
Quando è obbligatorio usare i DPI?
Quando la valutazione dei rischi li prevede e il datore di lavoro ne ha fissato le condizioni d'uso, come chiede l'art. 77, comma 2. Da quel momento il lavoratore deve usarli secondo informazione, formazione e addestramento ricevuti (art. 78). Per alcuni rischi la soglia è fissata dalla legge: per il rumore, ad esempio, da 85 dB(A) il datore di lavoro deve esigere che gli otoprotettori siano indossati.
Se installo una protezione collettiva posso eliminare i DPI?
Solo se la nuova valutazione dimostra che il rischio residuo non li richiede più. Se dopo l'intervento resta un'esposizione rilevante, ad esempio in fase di pulizia o manutenzione, il DPI rimane per quelle fasi. In ogni caso il DVR va aggiornato, i lavoratori informati del cambiamento e la cartellonistica adeguata, altrimenti in reparto continua a valere la regola precedente.
Chi decide le condizioni d'uso di un DPI?
Il datore di lavoro, con il supporto dell'RSPP e, dove nominato, del medico competente, sulla base della valutazione dei rischi e della nota informativa del fabbricante. Le condizioni d'uso vanno comunicate ai lavoratori e ai preposti, che devono vigilare sul rispetto. È utile riportarle anche nelle istruzioni di reparto e nella segnaletica di prescrizione, così l'obbligo è visibile dove serve.
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