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Guida Sicurezza 81

Sicurezza in agricoltura e giardinaggio: obblighi e rischi

Sicurezza in agricoltura e nel verde: abilitazione trattori, motoseghe, patentino fitosanitari, zecche e tetano, caldo e lavoro stagionale agricolo.

Sicurezza in agricoltura e giardinaggio: obblighi e rischi — guida di Guida Sicurezza 81

In agricoltura e nella manutenzione del verde la sicurezza ruota attorno a macchine che si ribaltano o tagliano, prodotti fitosanitari, rischi biologici all'aperto e caldo. Il datore di lavoro deve avere un DVR che segua le stagioni, operatori abilitati per i trattori, il patentino per chi usa fitosanitari e regole chiare per i giorni più caldi.

Chi rientra in questo capitolo

Il capitolo riguarda aziende agricole con dipendenti, anche solo stagionali, imprese di manutenzione del verde, giardinieri, potatori, contoterzisti e cooperative che lavorano su campi o parchi altrui. Le regole del D.Lgs. 81/08 valgono come in qualunque altro settore dal primo lavoratore, compresi i lavoratori a giornata e i soci lavoratori.

Ci sono però figure con obblighi ridotti. I coltivatori diretti del fondo, i componenti dell'impresa familiare e i lavoratori autonomi sono soggetti all'art. 21: devono usare attrezzature conformi e DPI adeguati e, se lavorano in luoghi dove operano altre imprese, munirsi della tessera di riconoscimento. Possono partecipare a corsi di formazione e sottoporsi alla sorveglianza sanitaria, a proprie spese. Il primo dipendente assunto cambia il quadro: da quel momento servono DVR, RSPP, formazione e tutti gli altri adempimenti descritti in quando scattano gli obblighi.

I rischi del settore in una tabella

RischioAttività tipicheRiferimentoMisura chiave
Ribaltamento del trattorelavori in pendenza, fossi, rimorchi carichiartt. 70-73telaio di protezione, cintura, abilitazione
Trascinamentoalbero cardanico, prese di potenza, cocleeAllegato Vcuffie di protezione integre
Tagli e contraccolpimotoseghe, decespugliatori, tosasiepiart. 71DPI anti-taglio, formazione pratica
Chimicotrattamenti fitosanitari, carburantiTitolo IX, D.Lgs. 150/2012patentino, DPI indicati in etichetta, tempi di rientro
Biologicozecche, tetano, punture di imenotteri, leptospirosiTitolo Xvaccinazione, abbigliamento, controllo cutaneo
Rumore e vibrazionitrattori, decespugliatori, soffiatoriTitolo VIIImacchine a bassa emissione, turnazione
Caldo e radiazione solareraccolta estiva, sfalci, lavori di cantiere del verdeart. 28, ordinanze regionalipause, acqua, ombra, orari anticipati
Caduta dall'altopotatura di alberi, raccolta su scaleTitolo IV Capo IIpiattaforme, tecniche di arrampicata con formazione specifica

Il dettaglio sul rischio da agenti infettivi, con i gruppi di classificazione e le misure, è nel capitolo sul rischio biologico.

Trattori e macchine agricole

Il ribaltamento del trattore è da anni tra le prime cause di morte sul lavoro in agricoltura. Le difese sono note: la struttura di protezione in caso di ribaltamento, la cintura di sicurezza allacciata, che fa restare l'operatore dentro la zona protetta, e la conoscenza dei limiti di pendenza del mezzo. Sui trattori più vecchi la struttura di protezione spesso manca e va installata seguendo le indicazioni tecniche pubblicate dall'INAIL per l'adeguamento dei trattori usati.

Per guidare un trattore agricolo o forestale come lavoratore serve un'abilitazione specifica: l'elenco delle attrezzature soggette è nell'Accordo Stato-Regioni del 17 aprile 2025, che ha sostituito quello del 2012 e ha aggiunto, tra l'altro, le macchine agricole raccoglifrutta. L'abilitazione si aggiorna ogni cinque anni e i patentini rilasciati con le regole precedenti restano validi fino alla scadenza. La patente di guida non la sostituisce. Approfondimenti nella scheda sui trattori.

Per le altre macchine, dal decespugliatore alla trinciatrice, il patentino non esiste ma l'art. 71 chiede formazione e addestramento sul modello usato. L'albero cardanico senza cuffia è l'errore più frequente e più grave nelle aziende agricole: basta un lembo di vestito per essere trascinati.

Motoseghe, decespugliatori e potatura

Nelle imprese di manutenzione del verde gli infortuni più frequenti nascono da motoseghe e decespugliatori. Per la motosega valgono tre regole: DPI anti-taglio completi (pantaloni o gambali, calzature, guanti, casco con visiera e cuffie), uso a due mani con il freno catena funzionante, mai sopra l'altezza delle spalle. Per il decespugliatore servono visiera, cuffie, gambali e una distanza di sicurezza da altre persone, perché sassi e frammenti vengono proiettati a molti metri.

La potatura in quota merita una valutazione a parte. La scala da frutteto va bene per lavori brevi e bassi; per alberi alti si usano piattaforme di lavoro elevabili, con relativa abilitazione, oppure tecniche di accesso con funi, che richiedono una formazione specifica e una squadra in grado di recuperare l'operatore. Le indicazioni operative sono nella pagina su motoseghe e decespugliatori.

Fitosanitari, zecche, tetano e caldo

Chi acquista o utilizza prodotti fitosanitari per uso professionale deve possedere il certificato di abilitazione previsto dal D.Lgs. 150/2012, rilasciato dalle Regioni dopo un corso con esame e rinnovato ogni cinque anni con un aggiornamento. Il patentino non sostituisce la valutazione del rischio chimico nel DVR: etichetta e scheda di sicurezza indicano DPI, tempi di rientro in campo e tempi di carenza. Il magazzino dei prodotti va chiuso a chiave, aerato e separato da alimenti e mangimi. Dettagli in fitofarmaci.

Due rischi biologici sono tipici del lavoro all'aperto. Le zecche possono trasmettere malattie come la borreliosi di Lyme e l'encefalite da zecca: servono abiti chiari e coprenti, repellenti e il controllo della pelle a fine giornata. Il tetano è prevenuto dalla vaccinazione, che la Legge 5 marzo 1963, n. 292 rende obbligatoria per i lavoratori agricoli: va verificata all'assunzione e richiamata secondo le indicazioni del medico.

Il caldo va trattato come un rischio da valutare, non come un disagio. Molte Regioni emanano ordinanze estive che vietano il lavoro all'aperto nelle ore più calde in presenza di condizioni di rischio, e il Ministero del Lavoro ha promosso con le parti sociali un protocollo sulle emergenze climatiche. Le misure pratiche sono anticipare l'orario, prevedere pause all'ombra, acqua fresca disponibile e mai lavorare da soli nei giorni di allerta. Indicazioni su caldo e microclima.

Lavoratori stagionali e stranieri

L'agricoltura vive di lavoro stagionale, spesso affidato a persone straniere. Il decreto interministeriale del 27 marzo 2013 prevede adempimenti semplificati di informazione, formazione e sorveglianza sanitaria solo per gli stagionali che lavorano non più di 50 giornate l'anno presso la stessa azienda e svolgono lavorazioni generiche e semplici, che non richiedono specifici requisiti professionali. Chi guida il trattore, usa la motosega o distribuisce fitosanitari ne è escluso, e la semplificazione della sorveglianza sanitaria non vale per le mansioni con rischi specifici. Semplificati non significa assenti: la persona deve conoscere i rischi della mansione, ricevere i DPI e sapere cosa fare in emergenza prima di cominciare.

Per chi non parla bene l'italiano l'art. 37, comma 13, chiede di verificare la comprensione della lingua prima della formazione. Funzionano istruzioni brevi con pittogrammi, una dimostrazione pratica sul campo e un collega di riferimento che parli la stessa lingua. Casi e modelli sono nella scheda sul lavoro stagionale.

Esempio: un'impresa del verde con 4 addetti

Esempio: un'impresa di manutenzione del verde con titolare, 3 operai fissi e 2 stagionali in estate cura giardini privati e aree condominiali. Il piano minimo prevede: DVR con schede per sfalcio, potatura, uso della motosega e trattamenti; abilitazione per il trattorino con cui movimenta il rimorchio se rientra tra i trattori soggetti; DPI anti-taglio personali; vaccinazione antitetanica verificata; regole per il caldo con inizio alle 6 nei mesi estivi; tessera di riconoscimento per lavorare nei condomini con altre imprese; una cassetta di pronto soccorso sul furgone.

Checklist per l'azienda agricola o del verde

  • DVR con le attività stagionali e il calendario dei trattamenti
  • Trattori con struttura di protezione e cinture funzionanti
  • Cuffie dei cardani integre su tutte le attrezzature trainate
  • Abilitazioni dei trattoristi in corso di validità
  • Certificati di abilitazione per l'uso dei fitosanitari
  • Deposito fitosanitari chiuso, aerato, con schede di sicurezza
  • Vaccinazione antitetanica verificata per ogni lavoratore
  • DPI anti-taglio per motoseghe e decespugliatori
  • Procedura per il caldo e acqua disponibile sul campo
  • Formazione dei lavoratori stagionali e stranieri documentata

La versione estesa è nella checklist agricoltura e verde.

Domande frequenti

Il coltivatore diretto senza dipendenti deve fare il DVR?

No, il DVR è un obbligo del datore di lavoro. Il coltivatore diretto e i familiari dell'impresa familiare rientrano nell'art. 21 del D.Lgs. 81/08: devono usare attrezzature conformi e DPI adeguati e possono, a proprie spese, frequentare corsi e sottoporsi a sorveglianza sanitaria. Con il primo dipendente, anche stagionale o a giornata, scattano tutti gli obblighi del datore di lavoro.

Serve l'abilitazione anche per guidare il trattore nel proprio campo?

Sì: l'abilitazione all'uso dei trattori agricoli o forestali, regolata dall'Accordo Stato-Regioni del 17 aprile 2025, è richiesta indipendentemente da dove si guida, e la patente di guida non la sostituisce. L'obbligo vale per i dipendenti e anche per i soggetti dell'art. 21 del D.Lgs. 81/08, cioè lavoratori autonomi, coltivatori diretti e componenti dell'impresa familiare (art. 73, comma 4): anche il titolare che guida da solo deve avere l'abilitazione.

Il patentino per i fitosanitari quanto dura?

Il certificato di abilitazione all'acquisto e all'utilizzo dei prodotti fitosanitari previsto dal D.Lgs. 150/2012 ha validità di cinque anni e si rinnova con un corso di aggiornamento. Lo rilasciano le Regioni, che organizzano anche i corsi. Senza certificato valido non si possono acquistare né usare prodotti fitosanitari destinati agli utilizzatori professionali.

Cosa fare con un lavoratore che ha un malore per il caldo?

Interrompere subito il lavoro, portare la persona all'ombra o in un luogo fresco, farla bere se è cosciente, rinfrescarla con acqua e chiamare il 112 se compaiono confusione, vomito o perdita di coscienza. Il colpo di calore è un'emergenza. L'episodio va poi analizzato per rivedere orari, pause e misure previste nel DVR.

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